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30 noviembre

da leggere

 

questo intervento è una mail che mi è giunta come catena e stavo per cancellarla quando mi sono accorto di quanto fosse realmente vero il contenuto e per cui ho deciso di pubblicarla sul mio blog per condividere con voi questo momento.... leggete e poi fatemi sapere cosa ne pensate

Tutte quelle cose che si dicono perchè i ragazzi amino le ragazze sono vere!!! Questa lettera è davvero carina ragazzi! Soprattutto la fine!!!

Leggetela sono stupende le cose che dice!!
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Scusa te, ma

Articolo 1 : Dichiarazione d'Amore: il Bacio
1. Bacio sulla mano.... Ti adoro
2. Bacio sulla guancia... Voglio soltanto essere amici
3. Bacio sul collo... Ti voglio
4. Bacio sulle labbra... Ti amo
5. Bacio sulle orecchie... Sto solo giocando
6. Bacio da qualsiasi altra parte... Non facciamoci trasportare dall'entusiasmo
7. Sguardo negli occhi... Baciami
8. Giocare coi tuoi capelli... Non posso vivere senza di te
9. Mani sui tuoi fianchi... Ti amo troppo per lasciarti andare

Articolo 2: I Tre Passi
1. Ragazze: Se un ragazzo si prende troppa confidenza con voi, tirategli un ceffone
2. Ragazzi: Se una ragazza vi tira un ceffone,le sue intenzioni sono comunque ancora buone
3. Ragazzi e Ragazze:Chiudete gli occhi quando baciate, è rozzo fissare!!

Articolo 3: I Comandamenti
1. Non dovrai stringere troppo forte.
2. Non chiederai mai un bacio, ne darai o riceverai soltanto
3. Bacerai ad ogni opportunità.

**Ricorda** Una pesca è una pesca, Una prugna è una prugna,Un bacio non è un bacio senza un po' di lingua quindi aprite le vostre bocche, chiudete gli occhi, e fate fare un po' di esercizio alla vostra lingua!!! BENE, ecco un po' dei motivi per cui i ragazzi amano le ragazze:
1. Loro profumeranno sempre, anche se è solo shampoo
2. Il modo in cui le loro teste trovano sempre lo spazio giusto sulle nostre spalle
3. Come sono carine quando dormono
4. La facilità con la quale si adattano tra le nostre braccia
5. Il modo in cui ti baciano e all'improvviso tutto va bene nel mondo
6. Come sono carine quando mangiano
7. Il modo in cui ci mettono ore a vestirsi ma alla fine ne fanno valere la pena
8. Perchè sono sempre calde anche se fuori ci sono meno 30°
9. Il modo in cui stanno bene con qualsiasi cosa addosso
10. Il modo in cui ricercano i complimenti anche se entrambi sapete che tu pensi che lei sia la più bella cosa sulla terra
11. Come sono carine quando discutono
12. Il modo in cui la loro mano trova sempre la vostra
13. Il modo in cui sorridono
14. Il modo in cui ti senti quando vedi il loro nome sul display del cellulare subito dopo che hai avuto un brutto litigio
15. Il modo in cui lei dice 'Non litighiamo più anche se sapete che un'ora più tardi starete discutendo per qualcosa
16 Il modo in cui ti baciano dopo che tu hai fatto qualcosa di carino per loro
17. Il modo in cui ti baciano quando le dici 'Ti amo'
18. A dire il vero .... semplicemente il modo in cui ti baciano!!!
19. Il modo in cui cadono tra le tue braccia quando piangono
20. E poi il modo in cui si scusano per aver pianto per qualcosa di così stupido
21. Il modo in cui ti colpiscono e si aspettano di farti male
22. E poi il modo in cui si scusano quando ti hanno fatto male sul serio!
23. Il modo in cui dicono 'Mi manchi'
24. Il modo in cui ti mancano
25. Il modo in cui le loro lacrime ti fanno venir voglia di cambiare il mondo così che non le faccia più male...


Tuttavia non importa se le ami,le odi, desideri che muoiano o sappia che non potresti vivere senza di loro... Non ha importanza.
Perchè per una volta nella tua vita, qualsiasi cosa fossero per il mondo, diventano tutto per te. Quando le guardi negli occhi,viaggiando nelle profondità delle loro anime e dici un milione di cose senza il minimo suono, sai che la tua vita è inevitabilmente consumata all'interno dei battiti del suo cuore. Le amiamo per un milione di motivi, nessun foglio di carta potrebbe rendergli giustizia. E' una cosa non della mente ma del cuore.

La “Canzone del Grappa” compie 90 anni

Si narra che nel 1918 la popolazione della Val Cismon canticchiasse sottovoce un inno patriottico e che mani misteriose, interpretando il sentimento di liberazione dall’occupazione austriaca, lo avevano scritto su alcuni muri delle case: “Monte Grappa, tu sei la mia Patria”. Dopo la ritirata di Caporetto, la IV Armata ricevette l’ordine di ripiegare dal Cadore alla linea del Grappa e del Montello. Tra i soldati, impegnati nell’estate del 1918 a respingere l’avanzata austro-ungarica, il motivo era ben conosciuto e la celebre frase era anche stata citata durante una seduta del Parlamento dal presidente del Consiglio, on. Vittorio Emanuele Orlando.Cappello_Alpino_con_corda_e_pistocco

I tempi erano maturi. Ai primi d’agosto del 1918 il generale Gaetano Giardino, comandante della IV Armata sul Grappa, chiese al IX Corpo d’Armata di poter avere il testo della canzone da far cantare in occasione della festa dell’Armata del Grappa in programma il 24 agosto 1918 a Villa Branca Dolfin Boldù, a Rosà. Pare che il generale Emilio De Bono, comandante del IX Corpo d’Armata, investito della richiesta, avesse perfino pensato di inviare una pattuglia di arditi oltre le linee nemiche per recuperare le parole e la musica della canzone. Ma nella realtà nulla esisteva, perché le parole scaturivano dal sentimento popolare.

Il 4 agosto 1918 il generale De Bono iniziò a scrivere i versi della canzone in settenari, cercando di adattarli alla musica. Il capitano degli alpini Arturo Andreoletti, addetto all’ufficio operazioni del Comando, appassionato di musica, aiutandosi con il pianoforte cercò di tradurre in note il motivo che il generale stava creando. L’indomani, 5 agosto 1918, De Bono, salito in auto con il capitano Andreoletti e diretto alle trincee dell’Asolone, gli mostrò la versione definitiva della canzone, in endecasillabi. Possiamo dire, dunque, che la canzone “Monte Grappa, tu sei la mia Patria” ha un che di alpino. Infatti, di ritorno al Comando, il testo, con piccoli aggiustamenti, diventò definitivo, diverso da quello iniziale in settenari e non ancora tradotto in musica. La musica verrà ben presto.

Il generale De Bono ordinò al capitano Antonio Meneghetti, comandante del 92° reggimento Fanteria, di raggiungere villa Dolfin, sede del Comando. Prima della guerra Meneghetti aveva studiato pianoforte e composizione ed era piuttosto noto per alcuni pregevoli lavori di musica da camera, leggera e canti liturgici, pubblicati sotto lo pseudonimo di “Dux”.

Avuta assicurazione di riservatezza dal capitano Meneghetti, il generale De Bono estrasse dalla giacca un foglio scritto a matita e glielo porse: “Capitano, i versi sono già pronti: glieli affido. Senta – soggiunse intonando un motivo – che ne pensa di questo? ”. “Ma questa è l’aria del coro dei Lombardi alla prima crociata, eccellenza”, rispose senza esitazione il capitano Meneghetti. “Lei ha ragione – ribattè il gen. De Bono – non ci avevo pensato. Vada pure, scriva lei la musica”. Meneghetti si trattenne a villa Dolfin e in mezz’ora, in un salotto, seduto al pianoforte, musicò d’impeto i versi di De Bono.98721

La “Canzone del Grappa” fu eseguita per la prima volta il 12 agosto 1918 da un gruppo di 20 musicanti e 30 coristi, diretti dallo stesso Meneghetti, a Galliera Veneta per un’audizione chiesta dal generale Giardino. In pubblico fu invece eseguita il 24 agosto da 100 musicanti della Banda parrocchiale di Rosà e 300 soldati coristi, alla alpinipresenza del Re d’Italia Vittorio Emanuele III, del Duca di Aosta Emanuele Filiberto di Savoia e di numerosi generali tra i quali Armando Diaz, Pietro Badoglio e Gaetano Giardino.

Il successo della “Canzone del Grappa” fu assicu rato. Per molto tempo si lasciò credere che fosse stata trascritta da un gruppo di arditi patrioti, ma quando incominciò ad essere eseguita nei teatri, gli autori decisero di depositarne copia presso la SIAE e di affidarla alla diffusione a mezzo stampa.

* * *

Ecco da uno scritto di Arturo A   ndreoletti del 20 settembre 1932 come nacque la “Canzone del Grappa”: “Il 4 agosto 1918 S.E. il generale Giardino faceva telefonare al Comando del IX Corpo d’Armata (il quale era stato incaricato di organizzare la festa dell’Armata del Grappa, a Rosà, alla quale sareb be intervenuto S.M. il Re per conferire ai combattenti le medaglie al valore guadagnate) se non fosse stato possibile avere la canzone dal ritornello“Monte Grappa, tu sei la mia patria”, da far cantare da una massa corale di soldati del Grappa durante la festività.

È da notarsi che in quei giorni sulle bocche di molti e sui giornali ricorreva spesso tale frase, ma non si aveva mai avuto cenno o sentore alcuno che facesse parte di qualche canzone. S.E. il generale De Bono, comandante il IX Corpo d’Armata, al quale fu comunicata la richiesta non appena rientrato da una delle sue quotidiane ricognizioni sulle linee avanzate del suo settore (quel giorno era stato a Col Caprile), osservò subito che la canzone non doveva mai essere esistita, così come comunemente gaf_1si riteneva, perché la frase “Monte Grappa, tu sei la mia Patria” era evidentemente di carattere letterario e non popolare.

Poco dopo, però, il gen. De Bono - sempre genialissimo – sedutosi al tavolo di uno degli uffici del suo Comando, nell’attesa dell’ora della colazione, improvvisava sopra un comune foglio d’ufficio alcuni settenari ai quali adattò subito dopo, accompagnandosi con un dito al pianoforte, un motivo musicale quasi… marziale, in tempo di marcia. Il mattino appresso, 5 agosto 1918, mentre S.E De Bono risaliva in automobile la strada del Grappa, diretto alle trincee dell’Asolone, mostrava al capitano Andreoletti, che l’accompagnava, una nuova edizione della canzone, da lui ideata e scritta durante la notte, in endecasillabi. È divenuta l’edizione definitiva. Così è nata la “Canzone del Grappa”. Il resto è noto.

La nota aggiunta ai due autografi e pure di pugno dal generale De Bono, ed è stata pubblicata in testa alla riproduzioweb_ana_aviano_i000018ne della Canzone fatta dalla piccola tipografia da campo del IX Corpo d’Armata. Successivamente un capitano di fanteria, Meneghetti, di una brigata facente parte dello stesso Corpo d’Armata, venne chiamato a Rosà (Villa Dolfin) ed incaricato di dare veste musicale e trascrivere il motivo marziale ideato dal gen. De Bono.

Alcuni giorni prima della Festa dell’Armata del Grappa, un coro di combattenti accompagnato da una banda militare diretta dal cap. Meneghetti, “si produceva” davanti a S.E. il gen. Giardino a Cà Micheli, sede del comando della IV Armata, e la Canzone aveva la sua consacrazione ufficiale alla presenza di S.M. il Re durante la celebrazione della Festa anzidetta”.

21 noviembre

Preghiera Rurale.

 

Io ti prego oh Altissimo Signore,

con la preghiera del coltivatore,agri1

dall’alto dei Cieli con mano sicura

tu benedici la nostra Agricoltura.

---

Oh Regina dei Cieli turchini,

benedici l’uve e tutti i vitigni,

fermentino bene i nostri vini,01-Aratura Marsica

che svieran gli umori maligni.

---

Dio della Terra e del firmamento,

proteggi i campi ed il frumento,

tutti i cereali ed il grano duro,

che un dì saranno il pane del futuro.

---

Madre di misericordia e amore,

proteggi i nostri frutteti in fiore,agri4

dalle intemperie salva gli ortaggi

e scalda gli orti con i tuoi raggi.

--- 

Signore e degli Angeli alati,

proteggi le case ed i fabbricati

proteggi con il tuo santo calore,

i mezzi agricoli ed il trattore.

---

Nostra Signora dal grande cuore,

i nostri animali veglia con amore,44

con Sant’Antonio e gli altri Santi

fa che crescano belli forti e pesanti.

---

Dio delle stelle, dei tuoni e lampi,

veglia costante sui nostri campi,

un buon raccolto avremo ogni tanto,

se mandi dal cielo lo Spirito Santo.

---

Che tutti i Beati, i Martiri e i Santi,

allietino dal cielo con i loro canti,

che il duro lavoro svolto di cuore,ciuccioaratro

dal vostro umile, devoto, coltivatore.

---

Tu che sei il Signore onnipotente,

benedici la campagna e le città

e mai non ti scordare, che fra tante

la più umile è la Contadina Civiltà.

---vario900

Raccoglieremo le spighe dorate,

le porgeremo alle bocche affamate,

dal mondo cancelleremo la carestia,

sia lode al Signore… e così sia.

03 noviembre

PREGHIERA DELL'ALPINO


Sulle nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la Provvidenza
ci ha posto a baluardo delle nostre contrade,
noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore,
che proteggi le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani,
e ci aiuti ad essere degni delle glorie dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governo tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta,
dall'impeto della valanga;
fa che il nostro piede posi sicuro su le creste vertiginose,
su le dritte pareti, oltre i crepacci insidiosi;
rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci
la nostra Patria, la nostra bandiera,
la nostra millenaria civilta' cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida piu' della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza
e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti.
Tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi,
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
alle nostre Compagnie, Cosi sia.

VALORE ALPINO (TRENTATRÉ)

Dai fidi tetti del villaggio
i bravi alpini son partiti,
mostran la forza ed il coraggio
della lor salda gioventù.
Sono dell'Alpe i bei cadetti,
nella robusta giovinezza,

dai loro baldi e forti petti
spira un'indomita fierezza.
Oh valore alpin,
difendi sempre la frontiera,
e là sul confin
tien sempre alta la bandiera.

Sentinella, all'erta
per il suol nostro italiano
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.
Là tra le selve ed i burroni
là, tra le nebbie fredde e il gelo
piantian con forza i lor picconi
ed il cammin sembra più lieve.
E quando il sole brucia e scalda
le cime e le profondità
il fiero alpin scruta e guarda
pronto a dare "il chi va là?"
Oh valore alpino
difendi sempre la frontiera
e là sui confini
tieni sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per il suol nostro italiano
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.

la canzone del grappa

 

Monte Grappa tu sei la mia patria,

sovra a te il nostro sole risplende,

a te mira chi spera ed attende

i fratelli che a guardia vi stan.

Contra a te già s'infranse il nemico,

che all'Italia tendeva lo sguardo:

non si passa un cotal baluardo

affidato ad italici cuor.

Monte Grappa tu sei la mia patria,

sei la stella che addita il cammino,

sei la gloria, il volere, il destino,

che all'Italia ci fa ritornar.

Le tue cime fur sempre vietate

per il piè dell'odiato straniero

dei tuoi fianchi egli ignora il sentiero

che pugnando più volte tentò.

Qual la candida neve che al verno

ti ricopre di splendido ammanto,

tu sei puro ed invitto col vanto

che il nemico non lasci passar.

 

Monte Grappa tu sei .....(...........)

 

O montagna per noi tu sei sacra

giù di lì scenderanno le schiere

che irrompenti a spiegate bandiere

l'invasione dovranno scacciar.

La Leggenda Del Piave (...in memoria di un amico...)

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"


Ma in una notte triste si parlò di un tradimento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,bandiera_tricolore
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"


E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
voleva sfogar tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"


Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e le armi del'impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!